Come il Genoa ha (quasi) fermato l'Inter
Conte deve copiare Vieira per fare risultato sabato sera
Pronti, via.
Il Genoa si alza e pressa subito alto.
Zanoli si alza su Bastoni, braccetto sinistro, e come puoi vedere sotto, Sabelli si alza su Dimarco.
Così facendo, però, libera lo spazio per Mkhitaryan, che dopo una semplice sponda di Correa può involarsi verso l’area avversaria.
Un inizio così così per il Genoa, ma poi la partita ha seguito un copione diverso.
Ero a San Siro con il mio amico Giovanni.
Lui è Data Specialist dell’Inter (un pozzo di informazioni sull’Inter e sui dati), e quindi ero accerchiato dai suoi colleghi nerazzurri.
Dopo la prima azione, erano tutti pronti a godersi una serata abbastanza tranquilla.
Dopotutto, se pressi alto contro l’Inter, sei morto.
Dopo un primo sbandamento iniziale, però, il Genoa di Vieira ha difeso alla perfezione, seguendo un principio tattico che dovrebbe seguire anche Conte in vista di Napoli-Inter.
Marcatura a uomo, ma intelligente
La marcatura a uomo è di semplice comprensione per un difensore.
“Segui il tuo avversario!”.
Fine delle istruzioni.
E di fatto, il Genoa ha avuto una certa attenzione a uomo per tutta la partita.
Ma Vieira sa che l’Inter vuole solo condurre gli avversari dove vuole lei, in modo da creare spazi da attaccare alle spalle.
I giocatori del Genoa, infatti, sono stati molto attenti a tenere d’occhio gli avversari, ma soprattutto a non lasciare spazi dietro di loro.
Guarda questo movimento di Masini.
Dovrebbe seguire a uomo Mkhitaryan, ma quando ha palla Dimarco decide di abbandonarlo.
Perché?
L’obiettivo è non lasciare spazio alle spalle e intercettare la linea di passaggio verso Lautaro che si abbassa.
Un altro esempio?
Frendrup sta seguendo a uomo Barella.
Barella, però, si abbassa per ricevere.
Se qua Frendrup avesse seguito Barella, avrebbe creato una voragine alle sue spalle.
Frendrup, però, è un centrocampista intelligente. Non segue Barella, e così può tamponare il movimento in avanti di Asllani.
In questo modo, il Genoa non ha (quasi) mai concesso spazi all’Inter.
Non guardare solo il risultato
Questa mattina ho chiesto ad un amico: “hai visto che bella partita difensiva ha fatto il Genoa?”.
Risposta, classica: “eh, però ha perso”.
Non giudichiamo un allenatore, una squadra, un giocatore da un singolo evento (in questo caso, il calcio d’angolo da cui ha segnato Lautaro).
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