Una mail per chi oggi non ha voglia di fare niente
Non è pigrizia. E' solo il tempismo sbagliato.
Tutto è iniziato così:
Mi siedo alla scrivania.
Accendo il computer.
Apro la newsletter.
Scrivo una riga… poi due…
Poi niente. Il vuoto.
Mi alzo. Cammino per la stanza.
Scrollatina su Instagram, “giusto per prendere ispirazione”.
Sì, come no.
Poi una su TikTok, poi torno su Instagram, poi su YouTube.
Dieci minuti. Venticinque. Un’ora.
Niente.
Provo a riprendere in mano il file della newsletter.
Zero idee.
Mi butto sul letto, guardo il soffitto e penso:
“Ma dove cavolo è finita la mia produttività?”
La scomoda verità
Di solito questa scena succede sempre… di pomeriggio.
La mattina è tutta un’altra storia.
Mi sveglio presto, tipo alle 7:45, colazione al volo e poi via: lavoro concentrato, produttivo, con la testa che viaggia a mille.
Fino all’ora di pranzo sono una macchina.
Poi il crollo totale.
Ma allora, se lo so, perché oggi sto lavorando di pomeriggio?
Facile: è colpa della mia flessibilità da content creator.
Ieri sera, ad esempio, sono stato fuori fino alle tre di notte per il compleanno di un amico, tra chiacchiere, pizze e cazzeggio.
Questa mattina mi sono regalato un sonno rigenerante fino alle 10:30, e quando mi sono svegliato, la mia cara mattina era già finita.
Quindi mi sono detto: “Ok, dai, lavoro il pomeriggio.”
Peccato che il mio cervello pomeridiano abbia la consistenza di una frittata avanzata.
E infatti oggi, tra un crollo e l’altro, sono riuscito solo a preparare il video su Noa Lang per il mio canale YouTube (a proposito, se vuoi vederlo, ti conviene iscriverti cliccando qua, il video con la review esce domani 👀).
La morale di questa storia (anzi, di questo disastro):
Mentre ero lì, nel mio abisso di improduttività, mi è scattato un pensiero:
“Che faccio? Rimando la newsletter a domani?”
La risposta è stata NO.
Perché questa storia — che magari ti sembra un po’ scema — in realtà è importante.
Perché succede a tutti.
Succede a chi lavora solo la mattina, a chi è produttivo solo di notte, a chi riesce a concentrarsi solo quando piove o dopo un caffè doppio.
Il punto non è diventare super efficienti in ogni ora del giorno.
Il punto è capire quali sono i tuoi momenti migliori e costruire il lavoro attorno a quelli.
E poi, anche quando non sei al massimo, pubblicare lo stesso.
Non per forza per fare il post perfetto, ma per non cadere nel loop della procrastinazione:
“Non pubblico oggi perché non ho idee” → “Non pubblico nemmeno domani” → “Ormai è passato troppo tempo, lascio stare”.
Ti giuro, è una trappola in cui sono caduto mille volte.
Ecco perché, anche con il cervello in tilt, ti sto mandando questa newsletter.
Perché raccontare i propri blocchi a volte ti sblocca. E magari può sbloccare pure te.
Grazie di cuore se sei arrivato fin qui (oggi siamo nella stessa barca, lo so).
Un saluto a tutti i procrastinatori seriali. Vi voglio bene.
Samuele

